minilog.jpg (3118 byte) Storia Medioevale

 Expbul1a.gif (699 byte)   Urbino era stata una città importante dal punto di vista strategico durante la dominazione romana, il fatto è attestato indirettamente dalla battaglia sul Metauro, svoltasi nella vicinanza della città nel 207 a.C. tra Asdrubale e i Consoli Romani. L'importanza della città crebbe durante le invasioni barbariche, sebbene dobbiamo limitarci ad immaginarla,  non conoscendosi la sorte toccata ad Urbino nei primi secoli dell'era volgare o medioevale,  ma si sa che Urbino subì gli assalti dei vari invasori che si susseguirono in Italia dal V° al IX° secolo d.C. (Goti, Bizantini e Longobardi).

Urbino fu teatro di battaglia nelle guerre fra Goti e Bizantini,  da porta Maia, probabilmente, entrò con una macchina da guerra l' esercito di Belisario (esercito bizantino) nel 538 d.C. Urbino, avamposto saldo, imprendibile dagli Ostrogoti, si arrese per sete.
Coi Bizantini Urbino diventò parte della pentapoli annonaria (Fossombrone,   Iesi, Cagli, Gubbio e Urbino) poi, cadde in mano ai Longobardi (il piede, misura di lunghezza, conservato nel PalazzoMunicipale,  sembra appartenere al piede del re Liutprando).

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Unità di misura

Successivamente con Carlo Magno, imperatore dei Franchi, anche Urbino fu donato assieme agli altri territori dell'Italia centrale, al Papa che cominciò ad esercitare il suo potere anche se i territori erano sotto l'influenza imperiale. Durante il periodo delle invasioni la città declina e diventa possedimento della chiesa; la fedudalità si instaura allora su i suoi territori.
Dopo un periodo di decadenza,  la città, con il miglioramento delle condizioni economiche dall'XI° al XIII° secolo, si sviluppò al di fuori del nucleo romano seguendo la conformazione del terreno e l'antica ripartizione in quattro parti determinata dal cardo e dal decumano.
Le quadre, circoscrizioni notarili di epoca medioevale, sono frutto di questa divisione.

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Urbino, come molte altre città italiane,   diventò libero comune con a capo i rappresentanti delle più potenti famiglie cittadine,strette attorno al Vescovo.
Per più di un secolo non si hanno notizie certe, ma si può credere che ben presto l'autorità ecclesiastica si affievolì tanto che gli imperatori tedeschi di casata sveva concessero la città in feudo ai Montefeltro, nobili di origine lombarda, conti di Carpegna.

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Il nome Montefeltro deriva da Mons Feretrus, monte in cui c'era un tempio dedicato a Giove Feretro(letteralmente,che ha la faretra, custodia delle frecce). Il territorio corrisponde all'odierno San Leo.
Federico Barbarossa, imperatore Tedesco nel 1155 concesse l'investitura imperiale al conte Antonio da Montefeltro, probabilmente per accattivarsi il controllo di una zona che, essendo prospiciente la via Flaminia, era strategica.

I Montefeltro con Buonconte ebbero nel 1234 Urbino. Il potere passò di padre in figlio fino a quando nel443 il figlio di Guidantonio, Oddantonio,ottenne il titolo di Duca. Duca per un anno, Oddantonio venne ucciso assieme a due suoi ministri in una congiura, forse a causa del malcontento che serpeggiava nelle città per motivi economici. Scomparso Oddantonio, apparve all'orizzonte di Urbino il personaggio più famoso della  storia, Federico,  figlio naturale di Guidantonio e fratellastro di Oddantonio.
Con Federico la città raggiunse l'apice  della grandezza e dello splendore.  



Estensioni della città di Urbino nel periodo medievale XI, XVI secolo

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Expbul1a.gif (699 byte)   Sviluppo della città medioevale

Sulle pendici meridionali del monte,
proprio sulle fondamenta della
cisterna romana dove forse c'era
un burgus, fu costruita la chiesa di
San Sergio, prima sede vescovile
urbinate.

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Porta della prima sede vescovile


Non solo in quel punto la città doveva essersi sviluppata fuori
della cerchia romana. Tutt'intorno
al tracciato, forse anche nelle sedi
di altri burgi, si erano formati nuovi agglomerati urbani, embrioni delle contrade medioevali poi denominate o dal luogo  o dalle parrocchie.
I nuovi conventi, non chè le congregazioni e gli oratori, creati
in questo periodo, influenzano la formazione e l'organizzazione dei nuovi quartieri.L' ubicazione dei conventi dei Francescani e degli Agostiniani conferma il senso dell' espansione extra moenia della città; mentre il convento di S.Domenico e il vescovado attastano l' antico
luogo del centro.

Il tessuto urbano medioevale si costituisce intorno agli edifici emergenti (chiese,conventi,edifici civici),distribuiti ormai in un vasto perimetro.Perimetro che sembra essere già ben definito, anche se nulla lascia supporre l' esistenza di una seconda cinta muraria.
A sud, nel prolungamento del cardo, S. Paolo (via Saffi) e, a oriente (est),  S.Bartolo e Lavagine. Verso nord, a parte S.Sergio, il borgo di Santa Lucia, lungo le strade di Rimini e Ravenna; infine verso occidente (ovest), S.Giovanni (via Barocci) e Valbona (Via Mazzini). Le strade si collegano a quelle romane. 

Ai vertici delle nuove contrade medioevali , nel recinto delle mura che si presume delineato a nuovo fra il XII e il XIII sec., si aprirono altrettante porte. Non esistono indicazioni precise sulla datazione della cinta medioevale , ma  qualche spunto per collocarle tra il XII e il XIII sec. Dagli avvenimenti storici intercorsi si può ipotizzare l'esistenza di valide mura verso la seconda metà del XII sec.o più probabilmente sotto i Montefeltro dopo la presa di possesso della città ( 1234). La città romana non esisteva più, anzi i monumenti erano stati smantellati e distrutti e utilizzati in altre costruzioni.

 Expbul1a.gif (699 byte)  Quartieri medievali